Giochiamo alla Pari: lo sport come spazio di inclusione e rispetto

Lo sport è molto più di un gioco: è un linguaggio universale, un luogo dove storie, desideri e sfide personali e collettive si incontrano. È nel gioco di squadra che si costruiscono relazioni, si impara a fidarsi dell’Altro e si sviluppa una forza che va oltre il fisico, abbracciando la sfera emotiva e mentale. Ma perché lo sport possa trasformarsi in luogo sicuro per tutti e tutte, occorre un cambiamento culturale capace di riconoscere e valorizzare le differenze, trasformando ogni campo di gioco in uno spazio di pari opportunità, libero da discriminazioni e stereotipi.

Da questa visione nasce “Giochiamo alla Pari”, un progetto sostenuto dalla Provincia autonoma di Trento che utilizza lo sport come punto di partenza per riflettere su inclusione e pari opportunità, collaborando con associazioni sportive del territorio.

L’inclusione, nel progetto, non resta un concetto astratto: diventa pratica quotidiana. Si costruisce attraverso l’educazione alle emozioni, il riconoscimento delle unicità di ciascuno, e l’abbattimento di barriere di genere, abilità o accesso alle opportunità. Per questo, il progetto propone laboratori dedicati a bambine e bambini, ragazze e ragazzi delle squadre sportive, e momenti di formazione per allenatori e allenatrici. L’obiettivo è chiaro: fare dello sport uno strumento per rafforzare autostima, competenze relazionali, consapevolezza del proprio valore e rispetto reciproco.

Un momento speciale del progetto sarà un evento aperto alla cittadinanza, con la partecipazione di un’atleta paralimpica: il 30 ottobre, presso Cantiere 26, Alessia Tuselli dialogherà con Lucia Capovilla in “Storia di una Campionessa”. La sua testimonianza sarà un esempio concreto di come lo sport possa diventare spazio di riscatto e trasformazione. Perché l’inclusione non è solo una parola: è un campo dove ogni voce trova spazio, ogni differenza diventa forza, e il rispetto reciproco rappresenta la vera vittoria.

Il progetto non si ferma ai confini del campo di gioco. Tutti i comuni dell’Alto Garda saranno coinvolti nella diffusione delle buone pratiche, affinché il messaggio di inclusione e pari opportunità possa radicarsi in ogni ambito della vita quotidiana. Fare rete significa unire forze, esperienze e visioni per costruire insieme un cambiamento collettivo. Solo così lo sport può diventare un’occasione concreta per imparare a vivere in una cultura del rispetto e delle parità.

Le azioni principali del progetto includono:

  • Laboratori per bambini e bambine su rispetto, consenso e consapevolezza di sé;
  • Laboratori per allenatori e allenatrici, per riflettere sul ruolo della comunità sportiva nella prevenzione della violenza di genere e nella promozione di esempi inclusivi e non discriminatori;
  • Ultima serata aperta alla cittadinanza con la talk “Storia di una campionessa”

Sono partner del progetto:

  • ASD AMICI DELLE ARTI MARZIALI
  • CICLISTICA DI DRO
  • ASD HOCKEY CLUB RIVA
  • ASD AC LEDRENSE
  • PALLAVOLO C9 ARCO-RIVA
  • COOPERATIVA SOCIALE SMART ONLUS
  • DISTRETTO FAMIGLIA ALTO GARDA

Con il patrocinio del Comune di Riva del Garda, Comune di Arco, Comune di Ledro, Comune di Dro